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Componenti Giunta Comunale
E Consiglio Comunale
LAMEZIA TERME
17 settembre 2009
Sono un medico nigeriano di origine ormai trapiantato in Italia dove ho fatto i miei studi liceali ed universitari e dove attualmente risiedo e lavoro.
La contatto in quanto collaboratore e mi considero affettuosamente uno dei figli di Padre Paolino e della sua missione sita nel sud-ovest dell’Uganda.
Sono attualmente proprio in Uganda dove quest’estate sono stato chiamato dal Padre ad inaugurare una nuova struttura ospedaliera costruita nella parte nord della missione a Burunga grazie alla generosità della gente di Lamezia Terme e della propria giunta comunale capeggiata da un validissimo e sensibilissimo Sindaco, parole di Padre Paolino.
Giunto qui sul posto non riesco a nascondere il mio sgomento ed emozione nel cogliere una struttura tanto solida grande ed accogliente frutto della generosità di persone molto lontane geograficamente ma con il cuore ed il pensiero sul posto.
Questo mi viene da pensare come prima sensazione considerando la validità dell’ospedale. Nel dettaglio, si tratta di due singole strutture organizzate in modo da ospitare l’idea di ambulatorio, la più piccola dotata di quattro grandi stanze e l’altra il reparto di degenza maestoso con le sue venti stanze grandissime distribuite dodici in una direzione ed otto nell’altra.
L’area circostante esalta la bellezza dell’Africa con il suo terreno verdeggiante ed ospitale in una zona collinare del Paese. Padre Paolino mi aveva spinto con tanto entusiasmo e convinzione a venire ad iniziare questa nuova realtà ospedaliera ma mai mi sarei aspettato nella profonda Africa di trovare una struttura così moderna e così avanzata rispetto agli standard africani.
Comunque, intendiamoci, siamo solo all’inizio della salita, parliamo ancora di quattro muri, senza alcuna definizione delle stanze, personale, strumentario e tanto altro meriti di essere presente in un ospedale, tuttavia insisto la generosità della gente di Lamezia mi si è rivelata con tutto il suo ardore e spero anche non si esaurisca anzi prenda alito da questo primo risultato concreto per continuare insieme nell’opera della modernizzazione e sviluppo dello stesso ospedale.
Come già sottolineato, al momento abbiamo soltanto quattro muri, manca veramente tanto ma volendo fornire una scala delle3 priorità partiremo dalla base per un ospedale, ovvero, l’acqua e la luce cioè l’elettricità.
L’ospedale ha iniziato ad operare,quasi per costrizione, la mattina del 09 settembre scorso e da allora ad oggi 17 settembre abbiamo utilizzato l’acqua minerale che Padre Paolino aveva comprato per me, per le esigenze cliniche ed abbiamo utilizzato le lanterne all’imbrunire, quindi limitando gran parte delle attività più avanzate.
Delle numerose stanze elencate, al momento è agibile soltanto una divisa in tre compartimenti che abbiamo organizzato come sala attesa, stanza delle visite e dispensario farmaci rispettivamente.
Della struttura destinata alle degenze ne abbiamo utilizzato una senza ancora avere i letti a disposizione, quindi, materassi a terra dove siamo costretti ad allettare i pazienti e chiodo al muro per fissare la fleboclisi non avendo il mezzo appropriato.
La parte adibita ad ambulatorio ha una porta nella stanza adibita alle visite chiudibile con un chiodo fissato quindi nulla a che vedere con una serratura. Nel reparto invece non abbiamo ancora alcuna porta in nessuna stanza, di conseguenza un malato ospedalizzato è costretto a dormire per terra, ricevere gli spifferi di aria in una zona non caldissima di notte, affatto niente male per definirsi un malato allettato.
Insomma gentile signor Sindaco, le parlo con il cuore in mano in quanto rappresenta una comunità dalla tradizionale generosita’,e so molto attaccata al suo Missionario Padre Paolino.
Anch’io,che ormai mi sento parte di quest’opera,e alla quale voglio dare il mio contributo di medico ogni qualvolta mi si presenta la possibilita’,mi unisco alla supplica di questa popolazione per un ulteriore aiuto,perche’ questa struttura diventi veramente un Ospedale e l’orgoglio della Citta’ di Lamezia.
Ringraziamo a nome di tutta la popolazione e soprattutto dei nostri ammalati.
Dott. UNIM HANS
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